Attacchi di panico e agorafobia, pur essendo disturbi diversi, vengono spesso diagnosticati insieme: perché?

Gli attacchi di panico sono episodi di paura molto intensa, accompagnata da sintomi fisici (tachicardia, fame d’aria, tremori, sudorazione) e cognitivi (paura di impazzire, di perdere il controllo, di morire).

Sono eventi ritenuti, statisticamente, abbastanza frequenti: sono molte le persone ad aver vissuto un evento di questo tipo, almeno una volta nella vita.

Quando le crisi di panico sono ricorrenti, ed inaspettate, cioè non ascrivibili ad una causa scatenante, e sono accompagnate da intensa paura che possano ripresentarsi, che magari determina una modificazione dei comportamenti quotidiani abituali, si diagnostica un Disturbo di Panico.

Frequentemente, dunque, accade che la persona che abbia sperimentato delle crisi di panico tema che queste possano ripresentarsi in luoghi aperti, o in contesti pubblici, in cui potrebbe essere difficoltoso, o imbarazzante, ricevere soccorso.

Di conseguenza, si mettono in atto dei comportamenti di evitamento dei luoghi affollati, per scongiurare il rischio che un eventuale attacco possa verificarsi in queste circostanze.

L’evitamento rinforza la paura, e la alimenta, contribuendo a determinare l’Agorafobia, letteralmente “paura della piazza”.

Quest’ultima è un Disturbo d’Ansia, caratterizzato, in verità, non solo dal timore di provare panico negli spazi aperti, ma anche da paura intensa di usare i mezzi pubblici, di trovarsi in spazi ampi (come supermercati, o parcheggi), di aspettare in coda o ritrovarsi tra la folla, o di essere fuori casa da soli.

Le persone affette da Agorafobia provano intenso timore all’idea di non essere in grado di fuggire, o di ricevere aiuto, in caso di necessità. Le paure appaiono sproporzionate, rispetto al reale pericolo insito nelle situazioni temute.

Tuttavia, determinano la messa in atto di comportamenti di evitamento delle situazioni o dei luoghi, o comunque estrema difficoltà nell’affrontarli, che spesso si risolve con la necessità di essere accompagnati.

Evidentemente, tutto questo causa una compromissione importante del funzionamento socio-lavorativo, che a sua volta può configurarsi come una concausa per lo sviluppo di altre problematiche, di ordine individuale e relazionale.

In conclusione, l’Agorafobia si configura frequentemente, se si ha un Disturbo di Panico, come una modalità di risposta al timore di avere un attacco all’aperto, o tra la folla, ma può presentarsi anche come disturbo specifico, indipendente dal Disturbo di Panico.

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