Fluid painting: i pazienti oncologici diventano artisti per un giorno

Per realizzare un quadro non sempre è necessario essere pittori. Soprattutto quando si parla di fluid painting quello che conta è esprimersi. L’arte terapia grazie a Mirosa Magnotti di Acto Campania, dopo il debutto dell’anno scorso all’Ospedale Moscati di Avellino, quest’anno è arrivata tra pazienti oncologici del Pascale di Napoli.

Due mesi fa il direttore generale, Attilio Bianchi, ha lanciato il bando “Adotta una parete del Pascale” e ha voluto che a a colorare le pareti dell’ospedale per renderle meno tristi fossero proprio i pazienti, i quali proprio la scorsa settimana hanno trascorso un’intera giornata a imbrattare tele a più non posso.

La fluid painting è una nuova tecnica americana di pittura meditativa il cui obiettivo principale è far rilassare chi la pratica: si parte dalla scelta dei colori che poi vengono miscelati tra loro in un bicchiere il quale viene svuotato direttamente sulla tela e poi distribuito liberamente a seconda dei propri gusti fino a realizzare il proprio quadro astratto. C’è chi si ferma al primo, chi ne ha realizzati più di uno e chi non si fermerebbe mai, la maggior parte dei pazienti, prevalentemente donne, ha partecipato con entusiasmo al laboratorio. Numerose finora le adesioni, Cinque i quadri realizzati. Il bando si chiuderà a settembre con una grande mostra a cui parteciperanno anche i dipinti dei pazienti artisti per un giorno.

Ma per Mirosa l’esperimento è riuscito solo in parte e non ha intenzione di fermarsi qui. Acto Campania vuole che il laboratorio diventi un appuntamento costante con l’obiettivo di colorare tutto il piano del Pascale dedicato ai pazienti ricoverati.

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