In Campania l’unione fa la forza nella ricerca contro il covid

Il virus in realtà è molto semplice, a complicare le cose, però, è la sua continua evoluzione. Il vaccino è ancora lontano ed è per questo che sono in corso continue sperimentazioni. Il confronto e la condivisione di dati da parte dei ricercatori restano cruciali per sconfiggerlo.

Come riportato dal mattino a Napoli la guerra contro il Covid non si è mai fermata e non si fermerà: insieme ad Ascierto sono tanti gli scienziati di varie discipline che stanno dando la caccia ai punti deboli del Coronavirus.

Annamaria Colao, ordinario di endocrinologia della Federico II nell’ambito della Cattedra unesco per l’educazione alla Salute che dirige a Napoli ha analizzato il ritrovamento del Sars Cov 2 sul particolato atmosferico.

Insieme a Ivan Gentile, ordinario di Malattie Infettive, sempre la Colao ha discusso la proposta di ricorrere a terapie farmacologiche di breve durata come profilassi post-esposizione in chi abbia avuto contatti con infetti da Covid. Sempre insieme a Ivan Gentile ha studiato la potenziale relazione tra l’infezione e lo sviluppo di un danno epatico per l’azione diretta e indiretta del virus.

Innovativa anche la ricerca condotta dal gruppo di Maurizio Bifulco, ordinario di Patologia della Federico II che punta l’attenzione sul ruolo delle statine nel ridurre la diffusione di Sars Cov 2. Il concetto chiave della ricerca finanziata dalla Regione Campania è che il colesterolo, svolge un ruolo nell’ingresso del virus nelle cellule e nella sua replicazione. Le statine possono determinare dunque titoli virali più bassi, e bloccarne l’internalizzazione.

Fiorente anche l’attività pubblicistica della cattedra di Dermatologia che vede in prima linea Mario Delfino, Gabriella Fabbrocini e altri , ad analizzare il ruolo preventivo della terapia con idrossiclorichina e ivermectina ma anche l’identificazione delle possibili modalità di trasmissione sessuale.

Gioacchino Tedeschi, ordinario di neurologia ha curato la ricerca per il rilevamento dei segni e sintomi neurologici nei pazienti Covid.

Anche il diabete di tipo 1, su base autoimmune, avrebbe un ruolo protettivo, lo conferma lo studio condotto da Dario Iafusco e Angela Zanfardino del centro di diabetologia pediatrica.

Primo in Italia e nel resto del mondo resta Paolo Ascierto con lo studio Aifa sul Tocilizumab, farmaco antiartrite primo fra tutti a essere stato introdotto in clinica come anti covid.

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