Inquinamento atmosferico e coronavirus, pare ci sia un legame

L’inquinamento, soprattutto quello atmosferico, potrebbe aver preparato il terreno al Coronavirus e alla sua diffusione. Lo conferma uno studio curato da una dozzina di ricercatori italiani e medici della Società italiana di Medicina Ambientale (Sima) da cui emerge una relazione tra i superamenti dei limiti di legge per il Pm10 e il numero di casi infetti da Covid-19.

Il Pm10 avrebbe, secondo la ricerca, esercitato un’azione di boost, cioè di impulso alla diffusione virulenta dell’epidemia. Leonardo Setti dell’Università di Bologna e Gianluigi de Gennaro dell’Università di Bari hanno passato gli ultimi venti giorni sui dati registrati nel periodo tra il 10 e il 29 febbraio e li hanno incrociati.  «Le alte concentrazioni di polveri registrate nel mese di febbraio in Pianura padana hanno prodotto un’accelerazione alla diffusione del Covid19. L’effetto è più evidente in quelle province dove ci sono stati i primi focolai» mette in luce il professore dell’Università di Bologna.

Fonte: Il Sole 24 ore

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