Italia divisa a metà: al sud vita più corta e rischio tumori

Mentre le malattie e i fattori di rischio rendono più o meno omogenea l’Italia, le disponibilità per prevenzione e cura segnano i confini e penalizzano le Regioni del sud.
«Chi nasce in Campania e in Sicilia ha una speranza di vita fino a quattro anni inferiore rispetto a chi nasce in Trentino o nelle Marche» il Mattino sintetizza così la  schiettezza espressa dal Direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni Walter Ricciardi, disegnando una situazione tragica sull’utilizzo delle risorse per la salute pubblica al Sud e che, in tempi non troppo lontani, potrebbe diventare ancora più fragile e disequilibrata rispetto al resto del Paese.
I dati del finanziamento effettivo della spesa sanitaria fotografano così un impetuoso divario: in valori pro capite si va dai circa 2 mila euro e oltre delle Regioni del Nord ai 1.783 della Campania fino ai 1.705 della Calabria.
Nell’ultimo Rapporto Istat è emerso che le percezioni soggettive peggiori delle proprie condizioni sono prevalenti fra i residenti delle regioni del Mezzogiorno.
Un barlume di speranza potrebbe venire dal nuovo Patto della Salute che ha ridefinito il nuovo livello del fabbisogno sanitario fissando.
Per gli analisti sanitari il definanziamento al Sud e, spesso, l’uso errato delle risorse porta a spiegare l’abissale differenza, per esempio nelle cure e nell’assistenza, che rivelano i tassi di alcune malattie. Una per tutte, il tumore.

Fonte: Il Mattino

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