Piccoli ma pericolosi, gli insetti causano più di 20.000 infortuni all’anno

Chi passa molto tempo immerso nella natura (in giardino, in campeggio o facendo escursioni), non deve sottovalutare alcuni rischi. Insetti e aracnidi, infatti, causano ogni anno circa 20.000 infortuni.

Piccoli ma a volte anche velenosi, gli insetti nelle nostre campagne sono sempre più numerosi. La causa principale? Anche in questo caso c’entra il cambiamento climatico, che ha favorito non solo la loro presenza ma anche la loro riproduzione. La metà dei casi, per lo più senza gravi conseguenze, sono causati da zecche, ragni, zanzare, vespe e calabroni.

Durante la stagione estiva è ancora più facile entrare in contatto con questi animaletti. Alcuni possono, addirittura iniettare un veleno che porta reazioni allergiche oppure possono essere portatori di agenti patogeni che infettano uomini e animali.

Zecche
Le zecche appartengono alla classe degli aracnidi e si possono trovare principalmente nell’erba alta, nei cespugli o nel sottobosco. Al contrario di quanto si creda le zecche non saltano e non si lasciano cadere dagli alberi. Attendono infatti che l’ospite le sfiori per attaccarsi al suo corpo e trovare un luogo ideale per il loro morso. Va sottolineato che la zecca di per sé non crea grossi pericoli per la salute umana. Ciò che potrebbe rivelarsi problematica è un’eventuale infezione che potrebbe sorgere nella zona in caso non venga disinfettata in maniera idonea. Quest’ultima è un’infezione alquanto subdola e di natura batterica che va ad attaccare principalmente pelle, articolazioni, sistema nervoso, pelle e anche alcuni organi interni. La particolarità è che i suoi sintomi sono alquanto intermittenti e sono evidenti soprattutto nel periodo estivo. In questa fase dell’anno si può partire dal notare un semplice rossore in una parte del corpo che, col passar del tempo, diventa sempre più marcato ed evidente. A questo segno topico potrebbe seguire la manifestazione di sintomi neurologici. Questo significa che un trattamento antibiotico va iniziato solo in seguito ad una dettagliata diagnosi clinica e sotto consiglio di medici specialisti.

Zanzare
La specie più comune è la Zanzara Culex. La puntura di questa zanzara può essere molto pericolosa e trasmettere un’infezione che può manifestarsi con febbre, nausea, vomito e mal di testa, a volte con serie eruzioni cutanee. Un altro tipo di zanzare pericolosa è la famigerata e ormai famosa Zanzara Tigre. Le punture di questa specie possono portare febbre alta e forti dolori muscolari. Per proteggersi dalle zanzare oltre ad un buon repellente, occorre adottare evitare i ristagni di acqua e tenere l’abitazione o il giardino sempre pulito e in ordine.

Vespe e Calabroni
Vespe, calabroni, bombi e api sono gli insetti più comunemente temuti per il dolore che possono causare le loro punture. Tra questi esiste una specie particolare di vespa conosciuta come la Vespa Velutina il cui pungiglione è dotato di un veleno particolarmente forte. Quando pungono vespe e calabroni inoculano un veleno che può portare a reazioni allergiche anche gravi. Nella maggior parte dei casi, l’allergia si manifesta con rossore o rigonfiamento della parte punta, in altri casi la reazione allergica può essere intensa e portare allo shock anafilattico. Quando ci si accorge di essere stati punti è importante cercare di togliere il pungiglione il prima possibile e reagire subito in caso di shock.

Ragni
Il morso di un ragno, a seconda della specie può essere innocuo o molto pericoloso, quasi sempre non provoca immediatamente dolore, ma quando è molto velenoso può causare problemi seri. Il Ragno Violino è tra quelli più aggressivi, ma punge solo per difesa. La stagione ideale per incontrarlo è, appunto, l’estate. Normalmente vive in luoghi chiusi e appartati, come solai e cantine. In casa può nascondersi in piccole crepe del muro o del pavimento, dietro ai battiscopa, sotto a mobili o negli scatoloni. Il suo morso, velenoso ma indolore, è inizialmente asintomatico. I primi sintomi compaiono solamente dopo qualche ora o addirittura entro due giorni dalla puntura. Può presentarsi la formazione di un’ulcera che può estendersi di alcuni centimetri e che, dopo trattamento medico, tende a guarire dopo parecchie settimane, lasciando al suo posto una cicatrice. Il potenziale pericolo è comunque dipendente dalla localizzazione del morso e dalla estensione della cancrena e dai relativi rischi indiretti di infezione e dalle patologie di cui è affetto il soggetto morso (allergie, cardiopatie, diabete, malattie ematologiche, malattie neurologiche). La puntura non deve essere sottovalutata, specialmente se compare una lesione caratterizzata da una zona centrale inizialmente più arrossata che diventa più scura con il passare delle ore. Quindi, rivolgersi immediatamente agli esperti in ospedale.

scroll to top