Quali sono le modalità più diffuse, tra i bambini, per esprimere la loro ansia?

I disturbi d’ansia sono tra le problematiche più comuni tra i bambini, con una prevalenza che si attesta tra i 3 e il 20%.
A queste patologie, spesso si associano altre problematiche, di ordine psicosociale, psicopatologico, relazionali o legate al rendimento scolastico.
Le disfunzioni correlate alla gestione dell’ansia possono manifestarsi, nei bambini, con modalità differenti, che spesso, ma non sempre, appaiono simili a quelle degli adulti.
Un esempio è il Mutismo Selettivo, ovvero l’impossibilità di parlare quando si è inseriti in contesti, o alla presenza di persone, che al bambino non risultino familiari. Tipicamente, questo tipo di reazione si verifica fuori casa, in luoghi pubblici o di fronte a persone estranee, mentre le abilità linguistiche e comunicative appaiono integre nei contesti abituali.
Molti bambini provano intensa agitazione nel momento in cui vengono separati dai genitori. Quando però le manifestazioni di questa alterazione appaiono eccessive, magari caratterizzate da aggressività, agiti violenti o livelli troppo alti di nervosismo, il bambino potrebbe soffrire di Ansia da Separazione.
Un’altra, tra le manifestazioni più frequenti, è la Fobia Sociale. Questa patologia, che appare, almeno in parte, rassomigliante al Mutismo Selettivo, impedisce al bambino di relazionarsi con gli altri, a causa dell’estrema timidezza, che gli impone di non porsi in situazioni in cui potrebbe essere oggetto dell’attenzione altrui.
Tutte queste patologie, che sono solo alcune tra le possibili manifestazioni dell’ansia nei bambini, influiscono non solo sullo sviluppo delle competenze relazionali, ma anche sulla costruzione dell’autostima, ovvero la percezione che ciascuno possiede delle proprie qualità e delle proprie competenze.
Queste due componenti, d’altra parte, si alimentano vicendevolmente: se, nel corso del tempo, vengono sperimentati molti eventi disfunzionali per la costruzione di una buona autostima, il bambino finirà per sentirsi incapace, sempre inadeguato. E la svalutazione delle proprie abilità, inevitabilmente, contribuirà ad alimentare timori e preoccupazioni, che finiranno per incrementare i vissuti di ansia che accompagnano le esperienze socio-relazionali.

scroll to top