Sindrome del Terzo Giorno e Depressione Post Partum, le differenze

Il Maternity Blues, conosciuto anche come Baby Blues o Sindrome del Terzo Giorno, presenta, a livello sintomatologico, diverse similitudini con la vera e propria Depressione Postnatale.
Colpisce un numero molto elevato di donne (tra il 50 e l’80% delle puerpere), a pochi giorni dal parto, principalmente a causa del brusco calo dei livelli estroprogestinici, e si manifesta tipicamente con una lieve deflessione timica (umore depresso); sentimenti diffusi di inadeguatezza rispetto al ruolo di madre; labilità emotiva; crisi di pianto; umore disforico, cioè elevata irritabilità; stati d’ansia; insonnia.
Il disturbo, solitamente, tende a scomparire spontaneamente in circa 10 giorni, anche se, purtroppo, predispone ad un rischio 4 volte maggiore di sviluppare una Depressione Postnatale o una patologia dello spettro d’ansia.
Dalle evidenze scientifiche, emerge che le donne più a rischio di sviluppare questa problematica sono quelle con anamnesi positiva per altri disturbi psichiatrici, e principalmente per Disturbi Depressivi o Ansiosi.
Nel caso della Depressione Post Partum, invece, lo stato di umore alterato si presenta attraverso sintomi più intensi, e a distanza di almeno 4 settimane dal parto, talvolta anche dopo diversi mesi.
Nel corso dell’episodio depressivo, che presenta una durata più lunga rispetto al Maternity Blues (almeno 2 settimane), persistono alti livelli di nervosismo, irritabilità, tristezza e rifiuto di occuparsi del figlio, disturbi del sonno e dell’alimentazione e, nei casi più severi, pensieri di morte auto ed etero diretti ed ideazioni suicidarie.
Molto frequentemente, in questi casi, l’ideazione depressiva rispetto al ruolo di neo-madre si esprime con la percezione di essere incapaci di occuparsi del proprio figlio; paura intensa e preoccupazione nella gestione del bambino; sentimenti ambivalenti, o negativi nei confronti del piccolo; spesso associati alla percezione di isolamento rispetto al contesto familiare.

Nei casi più gravi, inoltre, le madri sperimentano anche pensieri intrusivi ed ossessivi rispetto al fare del male al proprio figlio, che a loro volta enfatizzano il senso di colpa e la vergogna, inducendo la madre a tacere in merito alla difficoltà che sta sperimentando, sia coi familiari che con gli specialisti, aumentando l’isolamento e la sintomatologia depressiva stessa.
Sia in un caso di Maternity Blues che in uno di Depressione Postnatale, la richiesta di aiuto deve essere tempestiva, al fine di predisporre interventi il più possibile personalizzati, sia per sostenere la madre che per prevenire ulteriori evoluzioni nella manifestazione patologica.

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